L’infrastruttura convergente : la nuova frontiera per le organizzazioni IT

Una sana scelta.

L’infrastruttura convergente sta acquistando slancio man mano che le organizzazioni IT passano dal possesso e dalla gestione dell’hardware a un modello self-service flessibile in cui le risorse vengono allocate su richiesta.

Piuttosto che molteplici risorse IT esistenti in “armadi” indipendenti, l’infrastruttura convergente raggruppa i componenti hardware con il software di gestione per orchestrare e fornire le risorse come un unico sistema integrato.

L’obiettivo dell’infrastruttura convergente è quello di ridurre la complessità nella gestione dei data center. Il fattore di progettazione principale è quello di eliminare i problemi di incompatibilità hardware. La facilità di implementazione dell’infrastruttura convergente è interessante per le aziende che che operano sul cloud o che ospitano un cloud interno ibrido o privato.

converged infrastructure and hyper-converged infrastructure
converged infrastructure e hyper-converged infrastructure – infrastruttura convergente

Confronto tra infrastruttura convergente e progettazione di data center tradizionali

La progettazione tradizionale dei data center richiede che server applicativi, dispositivi di backup, hypervisor, schede di rete e sistemi di archiviazione file siano configurati e collegati individualmente. In genere, ogni componente è gestito separatamente da un team IT dedicato. Questa disposizione serve le organizzazioni che hanno petabyte di dati in migliaia di applicazioni, ma possono sorgere problemi di gestione quando si cerca di razionalizzare i costi o di intraprendere un ciclo di aggiornamento.

Ad esempio, lo storage che si acquista proviene da un fornitore diverso da quello che fornisce i server e le schede di rete, con ogni dispositivo hardware con periodi di garanzia e accordi sul livello di servizio diversi.

Al contrario, i fornitori di infrastrutture convergenti offrono prodotti di marca e supportati in cui tutti i componenti – server, software, storage e switch – risiedono nativamente su un dispositivo hardware ad alto impatto tecnologico. Grazie al suo minore ingombro fisico nel data center, l’infrastruttura convergente contribuisce a ridurre i costi associati al cablaggio, al raffreddamento e all’alimentazione.



Come implementare un’infrastruttura convergente

Ci sono vari modi per realizzare infrastrutture convergenti. È possibile utilizzare un’architettura di riferimento hardware testata dal fornitore, installare un cluster di appliance stand-alone o adottare un approccio iper-convergente basato su software.

Un’architettura di riferimento dell’infrastruttura convergente si riferisce a un insieme di componenti hardware preconfigurati e certificati che permettono i carichi di lavoro specifici dei data center. L’architettura di riferimento di un fornitore aiuta a guidare le imprese nella distribuzione e nell’uso ottimale dei componenti dell’infrastruttura convergente.

Gli utenti possono scegliere di acquistare un’appliance dedicata come piattaforma su cui gestire un’infrastruttura convergente. Utilizzando questo approccio, un fornitore fornirà un’unica appliance hardware che consolida le risorse di calcolo, storage, networking e virtualizzazione, provenienti direttamente dal fornitore o dai suoi partner. I clienti possono espandere il cluster convergente acquistando dispositivi aggiuntivi per ottenere la scalabilità orizzontale.

L’architettura iperconvertita sottrae il calcolo, il networking e lo storage dall’hardware fisico sottostante, aggiungendo funzionalità software di virtualizzazione. I prodotti iperconvertiti offrono funzionalità aggiuntive per il cloud bursting o il disaster recovery. Gli amministratori sono in grado di gestire infrastrutture fisiche e virtuali, sia in loco che nel cloud, in modo federato utilizzando un unico pannello di controllo.



Usciamo fuori dalla teoria

La cosa che odio in assoluto in un ced è l’ammasso eterogeneo di harware provenienti da produttori diversi e con implementazioni di schede e add-on di vendor plurimi !

Della serie :

  • quante sono le ditte che devono gestire la manutenzione ?
  • i vari contratti di manutenzione e garanzia hanno tempi di scadenza e rinnovi uguali ?
  • i firmware presenti sulle varie periferiche sono intercompatibili ?
  • gli aggiornamenti del firmware hanno la stessa cadenza da permettere l’adozione della stessa versione di S.O. su tutte le macchine ?

e poi la domanda del secolo :

  • Chi si prende l’onere di certificare un ammasso di ferraglia del genere ?