Hai guardato siti porno nel 2015 ? Si ? Sarai on-line !

Se vai su siti porno sarai online !

“Se hai  guardato porno online nel 2015, anche in modalità di navigazione in incognito, aspettati che a un certo punto la tua cronologia sia rilasciata pubblicamente con attaccato il tuo nome,” ha proclamato Brett Thomas in un post intitolato “Online Porn Could Be the Next Big Privacy Scandal,” (vecchiotto ma sempre attuale)

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Il tuo browser (Chrome, Safari, etc.) ha una configurazione peculiare, e trasmette tutte le informazioni che possono essere utilizzate per identificarti mentre clicchi in giro per la rete. Di base, stai lasciando “impronte,” (altri preferiscono “impronte digitali”), spalmate sulle pagine che visiti. Si tratta quindi di collegare un’impronta all’altra—un esperto potrebbe trovare le stesse impronte su Facebook e su NYTimes.com così come su Pornhub e XVideos.

Secondo lui “quasi ogni sito tradizionale che visiti salva dati a sufficienza per collegare il tuo user account alle impronte digitali del tuo motore di ricerca, che sia in maniera diretta o attraverso terzi.” Ha ragione assoluta sul fatto che la maggior parte delle pagine che visiti (di certo non solo i siti porno) abbiano installati elementi di tracking che inviano dati ad altre corporazioni, probabilmente senza che tu lo sappia. Molti, ad esempio, usano Google Analytics per monitorare il traffico sui loro siti. Altri hanno incorporati bottoni di “share” sui social media e reti di pubblicità di terzi.

Dunque, ad esempio, quando clicchi su “Leather Fetish #3” su XNXX, non stai solo mandando una richiesta al sito porno una cosiddetta richiesta diretta. Stai inviando una richiesta mediata anche a Google, alla compagnia di web-tracking AddThis, e alla compagnia chiamata Pornvertising, anche se stai navigando in modalità privata. Stai anche inviando altri dati che possono essere usati per identificare il tuo computer, come il tuo indirizzo IP.

Tutto ciò era per ricordare che quello che si fa in rete è per sempre !